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Comune di Ripabottoni
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Tre "Di" e tre "Vu", praticamente un Dì Vu per tre, da non confondere con il Voodoo (Vudù) che è tutta un'altra cosa, comunque cinque persone… ehm! Ehm! … si aggiravano con fare sospetto nei dintorni dell'Aquila, sapete quei bei luoghi: "San Demetrio, San Giovanni, Poggio Picenze, Onna, Monticchio".
Una "Emme" li aveva mandati, una "Elle Bi" li aveva chiamati. E anche loro, come qualcuno più grande, pare abbiano detto: "Obbedisco!!!". Gira, gira, gira… alla fine si sono fermati in quel di Monticchio (Frazione dell'Aquila).
Ma cosa sono andati a fare??? Un giro per i campeggi!!! Pare che ne abbiano aperti di veramente carini, tutti nuovi… un po' spenti con i colori… Blù, rossi… insomma monotoni!
In uno di questi campeggi, proprio quello di Monticchio, pare che l'affluenza dei "Vacanzieri" sia stata un po' troppo abbondante, per cui c'è stato bisogno di un piccolo aiuto:
- Alle undici di sera del 09.04.2009, la richiesta. "Ci servono brande, materassi e coperte". "Certo noi ne abbiamo ancora in magazzino" "Vi mando un camion domani" -.
Il mattino del 10 Aprile (Venerdì) il Comune si mobilita. Tutti a caricare brande, materassi. Metterle in ordine, fare pacchi da dieci. Le coperte sono sporche. Subito in lavanderia. 150 brande e materassi, 354 coperte. Amministratori, dipendenti, volontari. Un via vai continuo. Alle due tutto pronto. Le coperte sono in lavanderia, il camion parte dall'Aquila alle tre, arriva alle sei. Toh! Una faccia conosciuta. Certo uno dei volontari di AEM. E già! Li ha mandati Luigi Bossi.
Si carica il camion. Solo novanta brande e materassi. Di più non ce ne vanno. "Senti, domani a mezzogiorno saranno pronte un centinaio di coperte, ti portiamo noi anche le altre brande". "Va bene. Più tardi ti confermo la destinazione".
A mezzanotte, chissà perché si fa sempre quell'ora: "Ok! Ti confermo Monticchio".
Il mattino dell'undici Aprile, si preparano le macchine. Si attrezza la minicolonna. "Attenzione! Non fanno passare le macchine private. Occorre che ci siano macchine istituzionali con la scritta bella grande PROTEZIONE CIVILE". Va bene, si studia il percorso, si assegnano i compiti. Chissà cosa troviamo. Prepariamoci al peggio. E così le tre "Di" e le tre "Vu", in tutto cinque persone, partono. Durante il viaggio si scherza, si ride. In autostrada ci supera un amico. Ci chiama al telefono: "Mi avete commosso. Quando ho visto la scritta Protezione Civile di Ripabottoni - Aiuti per l'Abruzzo. Mi sono commosso." Anche noi!
Si riprende a ridere e scherzare, ma, come si lascia l'autostrada ne scompare la voglia.
Alle prime case marcate con la "X", ai primi muri caduti: "Silenzio radio! Tutti ammutoliti."
Non una parola, ognuno ripensa a quando sotto quelle tende c'eravamo noi.
Ci si sforza di scherzare… ma la voglia di piangere è tanta.
Ecco siamo arrivati. Qualcuno dice: "E' arrivato Ripabottoni". Ci voltiamo, volti conosciuti e non.
Un abbraccio, strette di mano, pacche sulla schiena: "Gli amici della colonna mobile lombarda. Bruno, Antonio, Alessandro, Fabio Sbattella…" Già, proprio loro, un tuffo nel passato, un tuffo all'indietro di sei anni e mezzo.
Stessi sguardi spenti della gente, stessi sguardi stanchi ma sereni, degli "Uomini speciali".
Il tempo di scaricare. "Fermatevi a cena! Grazie! Lo faremmo volentieri". Sappiamo che non è il caso. Sappiamo cosa significa dare da mangiare a seicento persone. Non è passata una settimana, le cose ancora non si stabilizzano. Un altro abbraccio, il tempo di una foto e… ripartenza. "Portate i nostri saluti a tutta Ripabottoni… Grazie, non mancheremo…"
Un'ora in mezzo a quegli "Uomini speciali". Solo sessanta minuti ma sufficienti per darci una nuova carica. Durante il ritorno, riguardando le stesse case dirute, uno strano senso di pace, di serenità: "Sai mi sento più leggero. Mi sento in armonia!"
Una vigilia di Pasqua indimenticabile, forse la più bella… là in mezzo a quegli uomini speciali anche se per una sola ora, là tra quella gente che è la vera reincarnazione del Cristo protettore.
Un abbraccio a tutta Ripabottoni dagli Uomini della Colonna Mobile Lombarda e un abbraccio a Loro da parte di tutta Ripabottoni.
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Programmazione HTML: Walter La Marca
Fotografie: Domenichino Tamilia, Vincenzo Cristofaro, Walter La Marca
La poesia è recitata da: Giuseppe Tamilia