La Leggenda di Caino
Parte seconda
Poi fu voce il silenzio. Nel silenzio
de le immobili vette
fu la gran voce sconosciuta e sola
come nel buio un occhio aperto: O empio,
per questa tua parola
sii maledetto sette volte e sette.
Sii maledetto e ti divori l'anima
d'una vendetta forte
per sempre insoddisfatta il fiero morso,
ed eterno sii tu siccome il gelido
terrore, ed il rimorso
ed il segreto eterno de la morte.
Via per il mondo andr ai oscuro ed arido
che il sangue or maledice
del suo fratello e grida al suo Signore,
nè più continuerà la terra a [renderti]
a te, pel tuo sudore,
la virtù de l'uberrima matrice.
Altri il pane, altri il sonno, altri l'imperio
altri per l'opra ingrata
del tuo lavoro avrà [pane] e riposo,
ed io ti metterà fra gli occhi torbidi
il marchio sanguinoso
d'una eterna rivolta disperata.
E avverrà che ognor dal tuo lugubre
desolato cammino,
[se] è di me, fuggirà dal tuo cospetto: 
chè di Caino sette volte a doppio
percosso e maledetto
sarà nel cor chi ucciderà Caino.
Così parlò la voce. Un lungo ululo
gonfiò d'angoscia il vento
che fuggia per le gole e per le grotte
ne gli alberi i suoi gridi s'adunarono...
poi nulla. Ne la notte
passarono il silenzio e lo spavento.
Autore: Arturo Giovannitti